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Mercoledì 8 Settembre 2010
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COMUNE DI PAVAROLO (TO)

Rss
Collina Torinese






Quarta Edizione Biennale di Pittura "Felice Casorati a Pavarolo"

Sede espositiva:
Salone delle Feste della Scuola Elementare di Pavarolo (TO)

Orario:
Venerdì e sabato alle ore 18.00 alle ore 22.00 - domenica dalle ore 16.00 alle ore 22.00 o su appuntamento telefonando al n° 011.9408001

Comitato organizzatore:
Regione Piemonte
Provincia di Torino
Comune di Pavarolo
Archivio Casorati
Associazione Piemontese Arte

Promotori:
Nino Aimone, Pittore
Romano Campagnoli, Pittore
Francesco Casorati, Pittore
Mauro Chessa, Pittore
Riccardo Cordero, Pittore
Nando Luraschi, Pittore
Giacomo Soffiantino, Pittore

Giuria:
Francesco Casorati, Pittore
Alberto Fiz, Storico dell'Arte
Nando Luraschi, Pittore
Riccardo Passoni, Vice Direttore GAM Torino
Giacomo Soffiantino, Pittore

Siamo giunti alla IV edizione del Premio di Pittura dedicato a Felice Casorati, concorso dedicato agli allievi di tutte le Accademie italiane.
Il Comune di Pavarolo ha voluto ricordare i legami storici e umani che evidenziarono i ricchi rapporti tra il paese e Casorati, che fu anche il Primo Cittadino di Pavarolo all'indomani della Liberazione. Tutti i turisti ricordano, visitando Pavarolo, l'incantata dimora di campagna dove l'artista si rifugiava per ritrovare quella serenità interiore che serviva da stimolo per realizzare opere che oramai sono preziosamente esposte in gallerie di tutto il mondo.
L'augurio è che questa Biennale abbia coinvolto i protagonisti che sono gli allievi di tutte le Accademie supportati dai loro Docenti e Direttori e che ciò abbia permesso di presentare opere di ottima qualità artistica.
L'amministrazione Comunale di Pavarolo vuole ringraziare l'ideatore e presidente di questa manifestazione, il Professor Francesco Casorati, che ha coinvolto enti, quali la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e l'Associazione Piemontese Arte che si sono profusi con grande entusiasmo e competenza alfine di realizzare una ottima manifestazione.
La grande partecipazione all'inaugurazione vuole essere un premio per chi, ha lavorato per una buona riuscita dell'edizione e servirà a seguire meglio i lavori dei giovani artisti, le loro tecniche e alla scoperta di nuovi talenti!

Premio:
Ad onta delle direzioni che l'arte contemporanea internazionale ha mantenuto anche negli ultimi due decenni, di allargamento degli orizzonti di ricerca tecnica ed espressiva, orientati soprattutto verso il medium fotografico (da intendersi ormai come equivalente di un quadro o di una installazione), o, passando per le ricerche virtuali ed interattive, sfociati nella video-arte e la computer art, potremo affermare che è stata davvero nutrita la partecipazione dei giovani pittori a questo premio "Felice Casorati".
Si obietterà che questo premio è riservato agli studenti delle accademie di belle arti, e quindi educati tradizionalmente a siffatta disciplina artistica; ma la selezione di questa quarantina di lavori presentati in mostra è scaturita da una partecipazione più di quattro volte superiore al progetto di questo premio biennale: una partecipazione di diseguale spessore ed impegno, certo, ma comunque non frutto di una casuale convergenza di solitudini pittoriche.
Così come è subito apparso alle persone incaricate del giudizio di questo premio che la soelia di ciualità raggiunta, in molti casi, dalle opere in concorso superasse senz'altro le attese di un premio ormai collaudato.
La sintesi di questa ricognizione sulle opere pervenute potrebbe essere la seguente: nessun ordine di scuderia di quale dovrebbe essere il linguaggio attuale di un'esperienza pittorica matura sembra avere informato/uniformato questi giovani. Intendo con questo sottolineare che nessuna espressione visiva presente in mostra potrà essere ricondotta complessivamente ad un termine unificante di lettura.
Sulle pareti troveremo una figurazione prevalente ma non univoca, ma anche qualche nuovo sussulto di informalismo (più che di astrazione); atteggiamenti di linguaggio espressionisticamente condizionati accanto a esiti fortemente ottici o descrittivamente mediali. Altrove, superfici come pellicole perfette contrastano con una sempre più crescente voglia di materismo nel quadro.
L'affermazione di una democrazia (imperfetta) e la caduta di tanti vincoli ideologici nella parte finale del secolo appena trascorso non possono non ribaltarsi anche in una pluralità di manifestazioni espressive, si potrebbe aggiungere; ma su questo terreno scivoloso sarà bene non sostare un istante più del necessario, almeno in questa occasione. Una verifica dei soggetti di queste "composizioni" non potrà che avvalorare le sensazioni sopra richiamate.
Qualche puntata sull'oggetto - inerte come una bombola del gas o ludico come la valigia - paesaggio - cede subito la scena a frammenti di immagine di "cose" tratte dalla realtà, sovente come fissate al volo, come in un'istantanea della memoria: una panchina in pietra, una gamba scoperta di donna, una scheggia di paesaggio deserto.
Poiché l'esperienza pittorica continua ad esistere, nel corso del tempo, ma non estraniata dal contesto delle ricerche complessive in corso, anche la sequenza "filmica" intesa anche come installazione di fotogrammi fortemente chiaroscurati ed indecifrabili, trova esiti convincenti. Fino al quadro-installazione.
Il ritratto - tema dalla tradizione fortemente consolidata e condizionante - come manifestazione di sé, di un volto, o al contrario, come negazione dello stesso, continua ad essere praticato, in bilico tra una rinnovata naiveté, la vestizione pop, il travestimento espressionista. La citazione - scolastica o ludica - innerva d'altronde ancora tutta la pittura, sia nella sua veste occidentale sia in quella di afflato orientale, qui rilevabile in certe soluzioni tecniche e nell'intensità lirica di certe colature di colore, nell'utilizzo di carte.
Restano da elencare le non isolate testimonianze di una pittura non marcamente figurativa ma che, invece, tende a lasciare affiorare lentamente le immagini dal colore, denso ma non squillante, che maschera tracce segniche molto elaborate, pur nel loro apparente in formalismo: sembra proprio che il colore, strumento primario accanto al disegno, nella pittura, fatichi a riaffermarsi secondo logiche diverse dalle manifestazioni più pop e "televisive".
La già richiamata - nuova - tensione al materialismo è stata qui riscontrata anche in termini oltranzisti: il disegno potrà essere cucito sulla tela letteralmente, ovvero la tela potrà definirsi come supporto di collage, raffinati o volgari, dentro e fuori le cose del mondo, luogo di applicazione di oggetti - come in quel quadro con le chiavi - con un evidente rimando a certo New - Data, che bene accosterei ad un paio di episodi di Bad Painting pure predenti in mostra. Da ultimo, vorrei sottolineare la capacità di alcuni, i quali con una certa temerarietà hanno saputo effettuare una ricognizione "letterale" del tema della pittura di Felice Casorati, intendendone anche l'alto magistero formale.
Questa scheda sulla terza edizione del premio Casorati potrebbe terminare qui, ma mi preme sottolineare come, a conti fatti, questa selezione mi abbia indotto a pensare che la pittura attuale sia alla ricerca dell'affermazione di un'intensità espressiva più marcata rispetto alla freddezza calcolata degli anni novanta. Forse, un primo segnale di riscossa rispetto all'orizzonte delineato in apertura




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