Descrizione
... per accrescere la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei beni privati per il patrimonio storico-architettonico italiano.
Castello di Pavarolo (via Maestra, 8 )
Orario: 09:30-12:30 / 14:30-17:30
Saranno visitabili gratuitamente il parco con l'antica ghiacciaia e, nel castello, la scuderia e la grande sala con volta a botte che ospita la mostra “Artisti al castello" organizzata dall'Associazione Piemonte Arte.
L'assenza di barriere architettoniche ed un ascensore daranno a tutti la possibilità di partecipare a visite guidate ai numerosi locali arredati del castello, accompagnati dai proprietari che stabilmente li abitano.
Nella visita saranno illustrati, tra gli altri le sale con soffitti storici del 1300 - tra i più antichi e meglio conservati del Piemonte , i ricami a bandera di una camera da letto e la piccola cappella privata, citata già in un documento del 1600. È vietato scattare fotografie ai locali interni.
Le visite guidate, per gruppi di 15 visitatori per volta, avverranno ogni 30 minuti seguendo l'ordine di arrivo.
Durata della visita 45-60 minuti Biglietto ridotto in occasione della giornata Nazionale ADSI 8€.
Per la giornata Nazionale ADSI non è necessaria la prenotazione.
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In occasione della Giornata ADSI altre iniziative vivacizzeranno Pavarolo, con apertura gratuita del giardino e della casa della famiglia Casorati, del vicino studio/museo di Felice Casorati, del giardino di Villa Enrichetta (villa storica del 1700 a pochi metri dal Museo Casorati) e al giardino storico del 1800 della famiglia Aprà.
Passeggiate culturali nel centro storico alle ore 11 e alle ore 15 per conoscere il borgo storico, i dipinti e i mosaici presenti nel concentrico e per parlare di quadri, campagna, colori e bellezza. Ritrovo nella piazzetta del Campanile a cura dell’Ass. culturale Sapere Plurale
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Aperitivo al castello gestito dalla proloco nel giardino del castello alle ore 11-13 e alle ore 16-18
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Possibilità di parcheggio al campo sportivo con servizio navetta per il centro storico con trenino turistico gratuito.
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Visitare Pavarolo
BORGO STORICO con il suo antico campanile, l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”
Mangiare a Pavarolo
È possibile pranzare nei rinomati ristoranti del paese (si consiglia la prenotazione) Ristorante del Castello 011/9408042, Ristorante dell'Allegria 011/9431716 o semplicemente al sacco acquistando i panini nel piccolo Emporio di Pavarolo 011/9431721
Info aggiuntive turismo@comune.pavarolo.to.it
Castello di Pavarolo (via Maestra, 8 )
Orario: 09:30-12:30 / 14:30-17:30
Saranno visitabili gratuitamente il parco con l'antica ghiacciaia e, nel castello, la scuderia e la grande sala con volta a botte che ospita la mostra “Artisti al castello" organizzata dall'Associazione Piemonte Arte.
L'assenza di barriere architettoniche ed un ascensore daranno a tutti la possibilità di partecipare a visite guidate ai numerosi locali arredati del castello, accompagnati dai proprietari che stabilmente li abitano.
Nella visita saranno illustrati, tra gli altri le sale con soffitti storici del 1300 - tra i più antichi e meglio conservati del Piemonte , i ricami a bandera di una camera da letto e la piccola cappella privata, citata già in un documento del 1600. È vietato scattare fotografie ai locali interni.
Le visite guidate, per gruppi di 15 visitatori per volta, avverranno ogni 30 minuti seguendo l'ordine di arrivo.
Durata della visita 45-60 minuti Biglietto ridotto in occasione della giornata Nazionale ADSI 8€.
Per la giornata Nazionale ADSI non è necessaria la prenotazione.
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In occasione della Giornata ADSI altre iniziative vivacizzeranno Pavarolo, con apertura gratuita del giardino e della casa della famiglia Casorati, del vicino studio/museo di Felice Casorati, del giardino di Villa Enrichetta (villa storica del 1700 a pochi metri dal Museo Casorati) e al giardino storico del 1800 della famiglia Aprà.
Passeggiate culturali nel centro storico alle ore 11 e alle ore 15 per conoscere il borgo storico, i dipinti e i mosaici presenti nel concentrico e per parlare di quadri, campagna, colori e bellezza. Ritrovo nella piazzetta del Campanile a cura dell’Ass. culturale Sapere Plurale
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Aperitivo al castello gestito dalla proloco nel giardino del castello alle ore 11-13 e alle ore 16-18
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Possibilità di parcheggio al campo sportivo con servizio navetta per il centro storico con trenino turistico gratuito.
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Visitare Pavarolo
BORGO STORICO con il suo antico campanile, l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”
Mangiare a Pavarolo
È possibile pranzare nei rinomati ristoranti del paese (si consiglia la prenotazione) Ristorante del Castello 011/9408042, Ristorante dell'Allegria 011/9431716 o semplicemente al sacco acquistando i panini nel piccolo Emporio di Pavarolo 011/9431721
Info aggiuntive turismo@comune.pavarolo.to.it
Galleria fotografica
L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
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Ultimo aggiornamento pagina: 10/06/2019 08:44:43