Descrizione
TREKKING CAMMINO DON BOSCO - dal 17 al 21 ottobre 2023
L’itinerario escursionistico “Cammino di Don Bosco” ha ottenuto un importante riconoscimento: è stato ufficialmente registrato nella Rete Escursionistica Regionale della Regione Piemonte (L.r. n. 12 /2010).
Per conoscerlo e percorrerlo in modo completo, dal 17 al 21 ottobre il “Progetto Strade di Colori e Sapori” propone un trekking promozionale di cinque giorni.
• Martedì 17 ottobre: Torino-Basilica di Superga: (km 14,1 D+ 487 m)
Ritrovo ore 10 in piazza Maria Ausiliatrice, davanti al Santuario di Maria Ausiliatrice
Conclusione ore 14,30 a Superga
• Mercoledì 18 ottobre: Basilica di Superga-Arignano (km 20,2 D+ 313 m)
Ritrovo ore 9 davanti alla Basilica di Superga
Conclusione ore 15 ad Arignano, in frazione Tetti Chiaffredo
• Giovedì 19 ottobre: Canonica di Vezzolano (Albugnano)-Colle Don Bosco (km 16,5 D+ 250 m)
Ritrovo ore 9 davanti alla Canonica di Vezzolano
Conclusione ore 14,30 alla Basilica del Colle Don Bosco
• Venerdì 20 ottobre: Santuario Maria Ausiliatrice Torino-Pecetto Torinese (km 15,4 D+ 485 m)
Ritrovo ore 9 in piazza Maria Ausiliatrice, davanti al Santuario di Maria Ausiliatrice
Conclusione ore 15 a Pecetto T.se, davanti al Municipio
• Sabato 21 ottobre: Pecetto Torinese-Chieri (km 9.2 D+ 295 m)
Ritrovo ore 10 davanti al Municipio di Pecetto (T.se)
Conclusione ore 13 a Chieri in Piazza Cavour, con successiva passeggiata nel centro storico e Concerto del Coro “Tessuto in musica” (ore 15,30 Chiesa di San Filippo)
Ritrovo ore 10 in piazza Maria Ausiliatrice, davanti al Santuario di Maria Ausiliatrice
Conclusione ore 14,30 a Superga
• Mercoledì 18 ottobre: Basilica di Superga-Arignano (km 20,2 D+ 313 m)
Ritrovo ore 9 davanti alla Basilica di Superga
Conclusione ore 15 ad Arignano, in frazione Tetti Chiaffredo
• Giovedì 19 ottobre: Canonica di Vezzolano (Albugnano)-Colle Don Bosco (km 16,5 D+ 250 m)
Ritrovo ore 9 davanti alla Canonica di Vezzolano
Conclusione ore 14,30 alla Basilica del Colle Don Bosco
• Venerdì 20 ottobre: Santuario Maria Ausiliatrice Torino-Pecetto Torinese (km 15,4 D+ 485 m)
Ritrovo ore 9 in piazza Maria Ausiliatrice, davanti al Santuario di Maria Ausiliatrice
Conclusione ore 15 a Pecetto T.se, davanti al Municipio
• Sabato 21 ottobre: Pecetto Torinese-Chieri (km 9.2 D+ 295 m)
Ritrovo ore 10 davanti al Municipio di Pecetto (T.se)
Conclusione ore 13 a Chieri in Piazza Cavour, con successiva passeggiata nel centro storico e Concerto del Coro “Tessuto in musica” (ore 15,30 Chiesa di San Filippo)
www.camminodonbosco.eu - info@camminodonbosco.eu
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Il Cammino di Don Bosco è un percorso ideato e progettato dal Tavolo tecnico del Progetto Strade di colori e sapori, individuato e realizzato dall’ASD Nordic Walking Andrate.
Il Cammino, con partenza dal Santuario di Maria Ausiliatrice (Casa Madre di Torino Valdocco, luogo simbolo dei salesiani dove è sepolto San San Giovanni Bosco) conduce al Colle Don Bosco (Castelnuovo Don Bosco). il percorso attraversa il centro storico cittadino (Rondò della forca, Piazza della Repubblica, Duomo di San Giovanni, Piazza Castello, Piazza Vittorio Veneto e conduce il camminatore alla Gran Madre di Dio. lungo il fiume Po alle pendici della Collina Torinese. Da qui si possono seguire tre vie:
il Cammino alto o della Superga-Crea, costeggiando il Po fino alla Riserva Naturale del Meisino e poi salendo a Pian Gambino e da qui alla Basilica di Superga. Il percorso segue poi fedelmente la Superga-Crea passando per Bric Croce, Pavarolo, Bardassano, Sciolze e Cinzano (Casa Comollo), da dove si scende a Moncucco Torinese (Cascina Moglia) e poi a Lovencito (Moriondo Torinese), raggiungendo infine frazione Serra (Buttigliera d’Asti) e quindi il Colle Don Bosco (lunghezza km 55,4 – dislivello pos. 1300 m);
Il Cammino, con partenza dal Santuario di Maria Ausiliatrice (Casa Madre di Torino Valdocco, luogo simbolo dei salesiani dove è sepolto San San Giovanni Bosco) conduce al Colle Don Bosco (Castelnuovo Don Bosco). il percorso attraversa il centro storico cittadino (Rondò della forca, Piazza della Repubblica, Duomo di San Giovanni, Piazza Castello, Piazza Vittorio Veneto e conduce il camminatore alla Gran Madre di Dio. lungo il fiume Po alle pendici della Collina Torinese. Da qui si possono seguire tre vie:
il Cammino alto o della Superga-Crea, costeggiando il Po fino alla Riserva Naturale del Meisino e poi salendo a Pian Gambino e da qui alla Basilica di Superga. Il percorso segue poi fedelmente la Superga-Crea passando per Bric Croce, Pavarolo, Bardassano, Sciolze e Cinzano (Casa Comollo), da dove si scende a Moncucco Torinese (Cascina Moglia) e poi a Lovencito (Moriondo Torinese), raggiungendo infine frazione Serra (Buttigliera d’Asti) e quindi il Colle Don Bosco (lunghezza km 55,4 – dislivello pos. 1300 m);
il Cammino medio o del Lago di Arignano, che ricalca il Cammino alto fino al Bric Croce, da dove si devia per Baldissero Torinese, Pavarolo, Montaldo, Marentino, Arignano, Frazione Barbaso di Moncucco T.se, Cascina Moglia, ricongiungendosi poi con il Cammino alto (lunghezza km 42,6 – dislivello pos. 1120 m);
il Cammino basso o di San Domenico Savio, costeggiando il Po fino al Ponte Isabella (Borgo Medioevale, Parco del Valentino) e poi salendo al Colle della Maddalena e quindi transitando per l’Eremo dei Camaldolesi, Pino Torinese, Pecetto Torinese, Chieri (Centro Visite donboschiano e il Duomo), San Giovanni di Riva presso Chieri (casa natale di San Domenico Savio), Croce Grande di Buttigliera d’Asti, Cascina Mainito, da dove si giunge rapidamente al Colle Don Bosco (lunghezza km 46,5 – dislivello pos. 615 m).
La nuova cartina num. 6 (Pavarolo-Montaldo-Marentino) è disponibile in formato cartaceo allo sportello comunale, e la trovate allegata a questo avviso in formato pdf
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L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Galleria video
Numero video: 13
Video realizzato e offerto da Matteo Lester Viora
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Ultimo aggiornamento pagina: 25/03/2024 00:21:43