Descrizione
..... per accrescere la consapevolezza dei cittadini sull'importanza dei beni privati per il patrimonio storico-architettonico italiano.
..... un'occasione preziosa per conoscere non solo il Castello ma tutto il borgo di Pavarolo, una meraviglia di storia e arte.
Castello di Pavarolo (via Maestra, 8 ) ---- Orario: 09:00 -19:00
Castello di Pavarolo (via Maestra, 8 ) ---- Orario: 09:00 -19:00
INGRESSO LIBERO senza prenotazione.
Visite libere al parco del Castello, all'antica ghiacciaia, al piano terreno con la sala d'armi, l'antica orangerie, la scuderia e il pozzo.
Possibilità di visite guidate al primo e al secondo piano del castello accompagnati dai proprietari del castello.
DISPONIBILI I SEGUENTI SERVIZI:
Parcheggio gratuito al campo sportivo e cimitero.
Trenino turistico gratuito che effettua servizio di navetta tra i parcheggi, il centro storico e il castello.
turismo@comune.pavarolo.to.it
Le visite saranno effettuate in piccoli gruppi dalle 9:00 - 13:00 e 14:00 - 19:00, contributo 10,00 euro, non si effettuano prenotazioni.
Nel salone del castello sarà esposta l'opera inedita di Beldy (Mabel Hardy Maugham) donata dall'artista ai
proprietari del castello a inizio XX secolo
proprietari del castello a inizio XX secolo
NEL PARCO DEL CASTELLO è possibile partecipare al laboratorio En Plein Air workshop (bambini 5-11 anni) organizzato da Raffaella Rochira (vedi locandina allegata) nei seguenti orari:
- Ore 10:30 En Plein Air per bambini
- Ore 16:30 En Plein Air per bambini
Suggerita prenotazione cell. 3805448003
NEL SALONE DEL CASTELLO saranno organizzate dimostrazioni di Laboratori artistici :
- Ore 11:00 Storie di legno (Giuseppe Andorno)
- Ore 11:30 Quando la carta diventa pittura (Dianella Cappi In Bernardini)
- Ore 12:00 Materia da plasmare (Michela Garberi associazione Kikki)
- Ore 12:30 La creatività del riutilizzo (Silvia Favretti)
- Ore 11:30 Quando la carta diventa pittura (Dianella Cappi In Bernardini)
- Ore 12:00 Materia da plasmare (Michela Garberi associazione Kikki)
- Ore 12:30 La creatività del riutilizzo (Silvia Favretti)
- Ore 16:00 Materia da plasmare (Michela Garberi associazione Kikki)
- Ore 16:30 La creatività del riutilizzo (Silvia Favretti)
- Ore 17:00 Storie di legno (Giuseppe Andorno)
- Ore 17:30 Quando la carta diventa pittura (Dianella Cappi In Bernardini)
NEL BORGO DI PAVAROLO saranno gratuitamente visitabili senza prenotazione i seguenti siti:
- Ore 16:30 La creatività del riutilizzo (Silvia Favretti)
- Ore 17:00 Storie di legno (Giuseppe Andorno)
- Ore 17:30 Quando la carta diventa pittura (Dianella Cappi In Bernardini)
NEL BORGO DI PAVAROLO saranno gratuitamente visitabili senza prenotazione i seguenti siti:
Via del Rubino,9 - Studio Museo Felice Casorati con la mostra "BELDY seta, cotone, lana, raso", personale dell'artista inglese Beldy Mabel Hardy Maugham
Via del Rubino,9 - Il giardino degli artisti - Percorso Botanico sulla collina di Pavarolo.
Via maestra, 25 - Alcune sale, porticato e giardino della casa di Felice Casorati
Via maestra, 33 - Parco di "Villa Enrichetta", villa storica del 1700.
Via maestra, 2 - La torre campanaria e tutto il centro storico recentemente riqualificato in ciottolato, con rimessa in funzione dell'antico pozzo, abbeveratoi e fontane.
Via maestra, 2 - La torre campanaria e tutto il centro storico recentemente riqualificato in ciottolato, con rimessa in funzione dell'antico pozzo, abbeveratoi e fontane.
DISPONIBILI I SEGUENTI SERVIZI:
Parcheggio gratuito al campo sportivo e cimitero.
Trenino turistico gratuito che effettua servizio di navetta tra i parcheggi, il centro storico e il castello.
Servizio Bar per l'intera giornata gestito dalla proloco nella piazzetta del campanile (via Barbacana,2)
Intrattenimento bimbi negli ampi spazi dell'oratorio (via Barbacana,2 - piazza campanile)
Area pic-nic presso il parco giochi comunale (via maestra,33)
Servizi igienici (WC-Toilette) presso studio museo Felice Casorati e piazza del campanile (via barbacana,2)
Passeggiate : Sono presenti e disponibili tre itinerari diversi (vedi mappa itinerari), qualunque sia l'itinerario scelto non sarà presente guida turistica
È possibile pranzare nei rinomati ristoranti del paese (si consiglia la prenotazione) - Ristorante del Castello 011/9408042, Ristorante dell'Allegria 011/9431716, Ristorante Il Bivio 011/9406746.
Video
Galleria fotografica
L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Allegati
Documenti
Link
A cura di
Con l'App è meglio!
Sapevi che puoi leggere questo Avviso anche sull'App ufficiale del comune?
Ultimo aggiornamento pagina: 07/06/2024 23:20:48