Descrizione
Luoghi da scoprire, proteggere e valorizzare.
Giornate FAI d'Autunno Sabato 12 e domenica 13 ottobre
Il FAI è nato da un forte desiderio di proteggere la bellezza del nostro Paese, per tutelare luoghi speciali, che tutto il mondo ci invidia, ma anche per dare valore a beni minori troppo spesso dimenticati.
Per questo, nel corso degli anni, la nostra attività si è diversificata. Non solo ci prendiamo cura dei luoghi che ci vengono affidati tramite lasciti o donazioni ma ci occupiamo per esempio di far conoscere beni particolari, generalmente inaccessibili, aprendoli durante le Giornate FAI; di segnalare alle Istituzioni i beni più amati dai cittadini che li votano durante il censimento “I Luoghi del Cuore”; o, ancora, di sottoscrivere oltre 1.800 opportunità riservate ai nostri iscritti per ingressi scontati presso tante realtà culturali italiane, siano esse gallerie, teatri, dimore storiche, musei e così via.
Perché i luoghi, ogni luogo, parla di noi, è il nostro specchio e conoscerlo e averne cura significa occuparci di noi stessi, della nostra stessa vita.
Per questo, nel corso degli anni, la nostra attività si è diversificata. Non solo ci prendiamo cura dei luoghi che ci vengono affidati tramite lasciti o donazioni ma ci occupiamo per esempio di far conoscere beni particolari, generalmente inaccessibili, aprendoli durante le Giornate FAI; di segnalare alle Istituzioni i beni più amati dai cittadini che li votano durante il censimento “I Luoghi del Cuore”; o, ancora, di sottoscrivere oltre 1.800 opportunità riservate ai nostri iscritti per ingressi scontati presso tante realtà culturali italiane, siano esse gallerie, teatri, dimore storiche, musei e così via.
Perché i luoghi, ogni luogo, parla di noi, è il nostro specchio e conoscerlo e averne cura significa occuparci di noi stessi, della nostra stessa vita.
Note per la visita al Castello di Pavarolo
- Il Castello si trova in via maestra,8
- Orario apertura visite guidate ore 10:00 - 17:00
- Durata visita 60 minuti
- Gruppi di 15 persone
- Ingressi di visita ogni 15 minuti
Il Castello si trova sulla cima del colle di Pavarolo, al centro del paese che è localizzato sul versante meridionale delle Colline del Po, a 363 m s.l.m., confinante con i Comuni di Castiglione, Marentino e Baldissero Torinese, a circa 10 km da Chieri. Al Castello si può giungere da Baldissero Tor.se, Cordova e da Bardassano con la "strada della Rezza" che collega Castiglione Torinese a Chieri. A nord si trova il Castello di Bardassano ed a Est quello di Montaldo, ai quali si collega storicamente.
L'esistenza di un castelliere risale al 1047, come feudo dei Canonici di Torino, e nel 1235 venne dichiarata anche fedeltà alla Città di Chieri. Intorno alla metà dello stesso secolo la vicenda del Castello si interseca con quella dei Balbo, una della casate più importanti del patriziato di Chieri. Nel 1354 il territorio passò dalla Città di Chieri ai Savoia e nel 1394 il castello fu occupato dal condottiero monferrino Facino Cane. Poi divenne un'abitazione privata con vari passaggi di proprietà.
Il Castello, senza fondazioni, è una massiccia costruzione a pianta grosso modo rettangolare, in mattoni, con grandi pietre alla base delle mura esterne. Nel corso della sua vita, il castello ha subito pesanti rimaneggiamenti all'interno e all'esterno. All'interno sono presenti pareti decorate in stile neo-gotico floreale anglosassone e un soffitto a cassettoni dipinti, attribuito al Maestro di Montiglio, del 1350/1360, tra i più antichi e meglio conservati del Piemonte.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
L'esistenza di un castelliere risale al 1047, come feudo dei Canonici di Torino, e nel 1235 venne dichiarata anche fedeltà alla Città di Chieri. Intorno alla metà dello stesso secolo la vicenda del Castello si interseca con quella dei Balbo, una della casate più importanti del patriziato di Chieri. Nel 1354 il territorio passò dalla Città di Chieri ai Savoia e nel 1394 il castello fu occupato dal condottiero monferrino Facino Cane. Poi divenne un'abitazione privata con vari passaggi di proprietà.
Il Castello, senza fondazioni, è una massiccia costruzione a pianta grosso modo rettangolare, in mattoni, con grandi pietre alla base delle mura esterne. Nel corso della sua vita, il castello ha subito pesanti rimaneggiamenti all'interno e all'esterno. All'interno sono presenti pareti decorate in stile neo-gotico floreale anglosassone e un soffitto a cassettoni dipinti, attribuito al Maestro di Montiglio, del 1350/1360, tra i più antichi e meglio conservati del Piemonte.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Il bene è aperto solo in occasioni particolari o per eventi privati. Durante le giornate FAI sarà possibile visitare le sale del piano terreno, del primo e del secondo piano, alcune delle quali normalmente non accessibili, approfondendo aspetti architettonici e artistici. Lungo il percorso del viale che costeggia l'edificio, sarà possibile apprezzare i numerosi roseti del parco, osservare le strutture antiche della ghiacciaia e del pozzo e le modiche effettuate alla struttura nel corso dei secoli. Non ultimo si avrà modo di ammirare il circostante panorama collinare a 360°.
Gruppo FAI Colline dal Po al Monferrato
Luogo solitamente chiuso, proprietà privata
Visite in lingua straniera
Inglese, Francese
DISPONIBILI I SEGUENTI SERVIZI:
- Parcheggio gratuito al campo sportivo e cimitero, via Casorati, via maestra e area olmetto
- Servizio Bar per l'intera giornata gestito dalla Nave dei Folli nella piazzetta del campanile
- Intrattenimento bimbi negli ampi spazi dell'oratorio (via Barbacana,2 - piazza campanile)
- Area pic-nic presso il parco giochi comunale (via maestra,33)
- Servizi igienici (WC-Toilette) via barbacana,2 (sotto le bandiere)
- Passeggiate : Sono presenti e disponibili tre itinerari diversi (vedi mappa itinerari), qualunque sia l'itinerario scelto non sarà presente guida turistica
- È possibile pranzare nei rinomati ristoranti del paese (si consiglia la prenotazione) - Ristorante del Castello 011/9408042, Ristorante dell'Allegria 011/9431716, Ristorante Il Bivio 011/9406746.
Video
Galleria fotografica
L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
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Ultimo aggiornamento pagina: 10/10/2024 18:50:50