Descrizione
valore€ 12.952,00 scadenza ore 12.00 del 16/05/2025
Avviso per l'assegnazione a trattativa privata dietro corrispettivo, ai sensi dell'art. 1 lettera b)
della Legge 23.7.1980 n. 384, della rivendita vacante ordinaria n. 1 nel Comune di Pavarolo
(TO) con annessa ricevitoria lotto n. AL1567/TO1474, da ubicare nella zona così delimitata:
“Tutti i locali commerciali idonei ubicati nel Comune di Pavarolo (TO)”.
della Legge 23.7.1980 n. 384, della rivendita vacante ordinaria n. 1 nel Comune di Pavarolo
(TO) con annessa ricevitoria lotto n. AL1567/TO1474, da ubicare nella zona così delimitata:
“Tutti i locali commerciali idonei ubicati nel Comune di Pavarolo (TO)”.
L’Ufficio, visto l'esito infruttuoso della gara di cui all'avviso pubblicato in data 24/01/2025 per
l'assegnazione della rivendita vacante ordinaria n. 1 nel Comune di Pavarolo (TO) con annessa
ricevitoria lotto n. AL1567/TO1474, ha deciso di conferire la suddetta rivendita mediante
contratto d’appalto a trattativa privata, al migliore offerente, ai sensi dell’art. 1 lettera b), della
citata legge.
Al riguardo si comunica che la misura base dell'importo da corrispondere in unica
soluzione all'atto del conferimento dell'esercizio è stabilita in € 12.952,00 (Euro
Dodicimilanovecentocinquantadue/00).
I - Oggetto, durata e condizioni dell'appalto
L'aggiudicatario è autorizzato alla vendita al pubblico dei generi di monopolio nel locale
stabilito quale sede della rivendita suindicata nonché alla raccolta delle giocate del lotto.
L'appalto avrà la durata di anni nove.
Gli obblighi ed i diritti dell'appaltatore sono contenuti nel Capitolato d'oneri depositato, per
cognizione degli interessati, presso l’Ufficio dei Monopoli appaltante.
II – Aggiudicazione
L'appalto della rivendita sarà aggiudicato a chi avrà offerto la somma di denaro più elevata a
partire dal suindicato importo base e disponga di idoneo locale ubicato nella zona sopra
specificata.
10134 TORINO, Corso Sebastopoli, 3
Telefono +39 011 0369275
monopoli.torino@pec.adm.gov.it / monopoli.torino@adm.gov.it
ADM.UMTO.REGISTRO UFFICIALE.0013151.04-04-2025.U
III - Norme per partecipare alla gara
Ogni aspirante potrà presentare una sola offerta, questa, redatta in maniera chiara e leggibile su
carta da bollo conformemente al modello allegato al presente avviso, sarà contenuta in busta
sigillata recante la seguente dicitura: "Offerta per l'appalto a trattativa privata della
rivendita ordinaria n. 1 nel Comune di Pavarolo (TO) con annessa ricevitoria lotto n.
AL1567/TO1474”.
Detta busta, racchiusa in altra di maggior formato, indirizzata all’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli – Direzione Territoriale Piemonte e Valle d'Aosta - Ufficio dei
Monopoli per il Piemonte e la Valle d’Aosta Corso Sebastopoli n. 3 – 10134 TORINO,
dovrà pervenire entro le ore 12.00 del 16/05/2025.
Non saranno prese in considerazione le offerte pervenute oltre il termine indicato e quelle prive
del deposito cauzionale di cui appresso.
(...)
Il testo integrale dell'asta è allegato al corrente avviso
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Per sostenere ed agevolare la riapertura dell'attività il Comune di Pavarolo prevede
Contributi per ampliamento o riapertura di esercizi pubblici
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Il Comune di Pavarolo rende nota l'iniziativa del Governo tesa alla promozione delle iniziative finalizzate alla riapertura degli esercizi commerciali chiusi da almeno 6 mesi, nonché l'ampliamento di strutture commerciali già esistenti. Considerato che nel territorio del paese vi è la sentita necessità della presenza di alcuni esercizi commerciali di prossimità, il Comune di Pavarolo rende nota la possibilità di accedere a contributi nella misura massima corrispondente al 100% dei tributi regolarmente pagati dall'esercente nel corso dell'anno.
Le agevolazioni riguardano gli esercizi di specifici settori: artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero, commercio al dettaglio, compresa la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico.
Sono invece escluse le attività di compro oro, le sale per scommesse o gli esercizi che detengono al loro interno apparecchi per il gioco d’azzardo, quali slot machine e simili.
Il regolamento e il modulo per la domanda sono consultabili e scaricabili negli allegati del presente avviso.
Le domande vanno presentate utilizzando il modulo allegato, all’Ufficio Protocollo del municipio (info@comune.pavarolo.to.it) o via pec (Pavarolo@cert.ruparpiemonte.it) o con raccomandata (con ricevuta di ritorno)..
Agli esercenti arriverà un contributo per l’anno di riapertura o di ampliamento e per i tre anni successivi. La misura del contributo è rapportata alla somma dei tributi comunali dovuti e regolarmente pagati in ciascun anno.
Galleria fotografica
L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
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Ultimo aggiornamento pagina: 20/04/2025 09:52:27